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Tensione nel Golfo

Gli Usa distruggono 5 petroliere iraniane

di Redazione

Nuova e violenta escalation di tensioni nel Golfo di Oman, dove le forze militari degli Stati Uniti hanno distrutto cinque petroliere iraniane cariche di greggio. L’operazione ha innescato l’immediata ritorsione da parte di Teheran, esacerbando un conflitto che si protrae ormai da sei mesi.

Secondo quanto riferito dal Comando Centrale statunitense (Centcom), l’azione militare di Washington è scattata dopo che, nei due giorni precedenti, il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica dell’Iran (Irgc) aveva preso di mira per due volte una nave da guerra della Us Navy con missili balistici. L’unità americana è riuscita a eludere gli attacchi senza riportare danni e ha proseguito il pattugliamento; nessun militare statunitense è rimasto ferito.

La risposta di Teheran è giunta il giorno successivo: le autorità iraniane hanno dichiarato di aver lanciato un attacco missilistico contro una base militare Usa in Giordania e hanno rivendicato il danneggiamento o il blocco di altre 10 imbarcazioni in transito nello Stretto di Hormuz.

Il Centcom ha intanto diffuso sui propri canali social ufficiali i filmati dei raid. Le immagini mostrano l’affondamento nel Golfo di Oman di almeno una delle imbarcazioni colpite, la Riesco, una petroliera da 106.500 tonnellate di portata lorda, costruita nel 2003, che navigava sotto una bandiera fraudolenta dello Zimbabwe.

L’attacco segue un altro raid guidato dalle forze statunitensi nel fine settimana, durante il quale erano già state colpite tre navi cisterna collegate a Teheran. Da Bogotà, in Colombia, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha ribadito con fermezza la linea della Casa Bianca: “L’Iran continua a cercare di colpire le navi militari statunitensi. Ogni volta che lo faranno o ci proveranno, perderanno delle petroliere”

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