News

Sale la tensione

Inferno nel Golfo, tre attacchi nella giornata di ieri

di Redazione

Giornata di terrore, quella di ieri, nelle acque dello Stretto di Hormuz. L’agenzia britannica per la sicurezza marittima (UKMTO) ha confermato tre attacchi separati che altrettanti unità navali in transito nell’area.

Il bilancio è critico: una petroliera che si trovava in navigazione a circa 144 km di distanza dalle coste di Fujairah, negli Emirati Arabi, è stata colpita da un proiettile di natura ignota, nella stessa mattinata una portarinfuse è stata accerchiata da diverse imbarcazioni mentre transitava a circa 20 km a ovest di Sirik, in Iran. In entrambi i casi i membri degli equipaggi sono rimasti illesi e non sono stati osservati danni strutturali agli scafi.

Contemporaneamente, l’UKMTO ha segnalato attività sospette vicino a Ras Al Khaimah (EAU), sempre il 3 maggio. Diversi comandanti di navi nell’area hanno riferito di aver ricevuto istruzioni tramite trasmissioni radio VHF di allontanarsi dal porto.

Dall’inizio del conflitto, l’UKMTO ha ricevuto 41 segnalazioni (fino al 2 maggio) riguardanti navi che operano nel Golfo, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman, inclusi 23 attacchi, 16 casi di attività sospette e due dirottamenti.

L’escalation segue di poche ore un annuncio via social di Donald Trump, il quale ha dichiarato che, a partire da lunedì mattina, la Marina degli Stati Uniti assumerà la guida di convogli armati per scortare le navi fuori dal Golfo Persico.

Il comando centrale della Marina americana (USNAVCENT) ha già iniziato a diffondere le nuove rotte di emergenza: il traffico sarà deviato a sud dello Schema di Separazione del Traffico (TSS), costringendo i giganti del mare a transitare all’interno delle acque territoriali dell’Oman.

Tuttavia, il piano di protezione statunitense solleva forti dubbi tra gli esperti navali. Il timore principale riguarda l’effettiva capacità della US Navy di garantire la sicurezza contro la minaccia insidiosa delle mine navali.

Secondo i vertici militari, nell’area sarebbero presenti ordigni non ancora rilevati né mitigati, rendendo ogni spostamento una scommessa ad alto rischio per gli equipaggi e per l’ambiente.

Torna su