Il Sistema di scambio delle quote di emissioni (ETS) è pienamente operativo e le compagnie di navigazione stanno tutte, più o meno efficacemente, riprogettando i propri network di servizi per ridurre la propria esposizione alla nuova tariffazione.
Né da conto Sea Intelligence, in una analisi di mercato nella quale ha analizzato le reti Asia-Europa per il 2026.
Come noto, l’Emissions Trading System prevede che le società armatoriali debbano acquistare le quote di emissione per il 100% delle emissioni prodotte in un viaggio che colleghi due porti europei e per il 50% delle emissioni per i viaggi che mettano in collegamento un porto UE e un porto non UE. Per prevenire gli eventuali tentativi di evasione da parte dei big carrier, l’UE ha stabilito che i principali hub di trasbordo regionali come Tangeri (Marocco) e Port Said (Egitto) siano stati designati come “ultimi porti di scalo” non validi; ciò significa ad esempio che una nave che percorra la tratta Singapore-Tangeri-Rotterdam, venga comunque tassata sul 50% dell’intero viaggio.
Ma questo accorgimento non è bastato ad arginare la piaga dei raggiri.
I dati pubblicati da Sea Int. mostrano infatti come i vettori stiano provando a ridurre efficacemente la propria esposizione fiscale utilizzando altri porti extra-UE geograficamente vicini all’Unione. Questo approccio azzera il calcolo della distanza ETS, consentendo ai liner di dichiarare tratte di navigazione brevi.
Mappando la rotazione dei porti di ogni servizio container Asia-Europa, la consultancy firm fa notare come i nuovi network riducano la distanza di navigazione soggetta a tassazione ETS di un ulteriore 11% rispetto a quelle del 2025.
La Figura in evidenza illustra i risparmi aggiuntivi ottenuti tramite queste riprogettazioni di rete, suddivisi per alleanza.
Sebbene MSC abbia fatto registrare la più alta riduzione assoluta totale della distanza soggetta a tassazione ETS rispetto a una rotazione di riferimento come la Singapore-Algeciras, MSC e Premier Alliance non hanno cambiato significativamente la loro distanza di navigazione ETS nell’ultimo anno.
La nuova riduzione aggregata dell’11% è dovuta quasi interamente a Gemini Cooperation e Ocean Alliance. Rispetto al 2025, le nuove reti programmate dalle due alleanze raggiungono ciascuna quasi il 20% di riduzione aggiuntiva nelle distanze di navigazione dichiarabili.
“I vettori sosterranno che la progettazione della connettività da porto a porto è guidata principalmente dalla domanda dei clienti e dall’efficienza operativa. Tuttavia, è degno di nota come questi adeguamenti della rete coincidano con la capacità di ridurre le emissioni di carbonio dichiarabili, proteggendoli da un’esposizione fiscale sostanziale ETS” dichiara Sea Int.