Il Regno Unito è il primo Paese a colpire direttamente la nascente flotta ombra di gas naturale liquefatto (GNL) allestita da Mosca. Con un nuovo e più ampio pacchetto di sanzioni, Londra ha bloccato quattro navi metaniere nel tentativo di scardinare le reti di esportazione energetica e i sistemi di elusione dei controlli orchestrati dal Cremlino.
Le imbarcazioni nel mirino si chiamano Orion, Kosmos, Merkuriy e Luch. Secondo quanto ricostruito da Winward, sono state acquistate da un armatore mediorientale nel primo trimestre del 2026 e impiegate nei commerci di GNL russo; tutte hanno un’età pari o superiore a 19 anni.
La società di analisi rivela che l’operazione britannica interessa complessivamente 27 navi, spingendo a oltre quota 600 il numero di imbarcazioni legate alla Russia colpite dal governo britannico.
Se 23 di queste unità erano già state inserite nella lista nera dell’Unione Europea, le quattro navi da trasporto GNL rappresentano però una novità assoluta. La mossa conferma i crescenti timori dell’Occidente per i tentativi di Mosca di assemblare una flotta alternativa prima che scattino le nuove restrizioni dell’Unione Europea.- Che, a partire da gennaio 2027, infatti, introdurranno un divieto di importazione di gas naturale liquefatto russo nel territorio unionale. Nel dettaglio, la proibizione si applicherà ai contratti GNL a breve termine e a lungo termine.
La società di analisi ha identificato sei vecchie navi da trasporto GNL vendute e destinate al commercio di GNL russo negli ultimi cinque mesi, che si aggiungono ad altre sette navi GNL acquistate tra febbraio 2024 e maggio 2025 da entità anonime. Insieme a dieci nuove costruzioni consegnate ad armatori russi controllati dallo Stato, si stima che la flotta ombra russa di GNL conti ora un totale di 23 imbarcazioni.
Il pacchetto del Regno Unito prende di mira anche una rete legata allo Stato russo che si procura segretamente tecnologia occidentale per uso militare e fornitori di paesi terzi che aiutano la Russia a spostare denaro illegalmente.
Secondo Winward, questo scenario impone tre precise conseguenze operative per i team di compliance di banche, trader energetici, P&I club e operatori del mercato del GNL.
Diventerà innanzitutto di vitale importanza monitorare i cambi di proprietà e di bandiera delle navi GNL in tempo reale.. “Identificare queste anomalie prima delle sanzioni ufficiali permette di anticipare i rischi normativi” afferma la società.
Un altro elemento da prendere in considerazione è che il Regno Unito ha fatto da pioniere sulla flotta di GNL. È certo che UE e Stati Uniti si allineeranno a breve sanzionando le stesse imbarcazioni, replicando quanto già accaduto con le 23 petroliere dell’ultimo pacchetto di Londra.
Infine, va rilevato come le sanzioni non colpiscano più soltanto i singoli scafi, ma anche le reti finanziarie in paesi terzi e la logistica di supporto. I programmi di conformità basati solo sullo screening delle navi sono quindi obsoleti. Secondo Winward bisognerà pertanto tracciare l’intera catena invisibile che permette alla flotta ombra di navigare.