Il Consiglio regionale ha approvato ieri una sua mozione che impegna la giunta regionale a contrastare il nuovo Disegno di Legge del governo sulla governance portuale.
Al centro della contestazione c’è la nascita di Porti d’Italia spa, una società per azioni che, secondo la riforma, andrebbe a centralizzare competenze strategiche oggi in capo alle Autorità di Sistema Portuale (Adsp), sottraendo loro risorse umane e finanziarie.
Per il consigliere regionale del PD, Alessandro Franchi, la riforma portuale in esame in Parlamento segna un arretramento senza precedenti rispetto ai principi della legge 84/94. “Questa riforma non affronta le criticità del settore, ma sceglie la strada del centralismo verticistico, svuotando di funzioni i territori” afferma, sottolineando che per la Toscana significa mettere a rischio la capacità operativa di scali strategici come Livorno, Carrara, Piombino e dell’Elba, compromettendo la manutenzione, la sicurezza e grandi investimenti come la Piattaforma Europa.
Nella mozione si cita lo studio di Assoporti, secondo il quale l’Autorità di Sistema del Mar Tirreno Settentrionale perderebbe circa 20 milioni di euro all’anno, che verrebbero trasferiti alla nuova spa nazionale.
A questo si aggiunge il previsto trasferimento del 25% del personale e di circa il 40% delle entrate derivanti da canoni demaniali e tasse portuali.
“Non possiamo permettere che le risorse generate dai nostri territori vengano scippate per alimentare una Spa centralizzata che ignorerà le specificità locali” conclude Franchi.