Non sembrano fare progressi i colloqui di pace tra l’Iran e gli USA. Al contrario, quella che si profila all’orizzonte è una nuova escalation della tensione, con conseguenze che potrebbero arrivare sino all’attacco diretto statunitense contro Teheran.
Dopo il dietrofront del Governo iraniano su Hormuz (l’apertura dello Stretto è durata meno di 24 ore a causa della mancata revoca del blocco navale da parte di Trump), una nuova tegola si è abbattuta sui negoziati in corso a Islamabad.
Ieri la Marina Militare degli Stati Uniti ha sequestrato una portacontainer battente bandiera iraniana mentre cercava di entrare nello Stretto di Hormuz; si tratta del primo grande scontro dall’inizio del blocco, scattato una settimana fa.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), che supervisiona le operazioni militari in Medio Oriente, ha rilasciato una dichiarazione affermando che la Touska, di proprietà della Islamic Republic of Iran Shipping Lines Company (IRISL), non ha rispettato gli avvertimenti di fermarsi.
La Marina ha ordinato alla nave di evacuare la sala macchine prima che il cacciatorpediniere lanciamissili USS Spruance sparasse diversi colpi per neutralizzare l’imbarcazione. Successivamente, i Marines statunitensi sono saliti a bordo e hanno preso il controllo della nave.
In un post su Truth Social domenica, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la Touska aveva ‘cercato di superare il blocco navale, e non è finita bene per loro’.
La Touska, oggetto di sanzioni statunitensi dal 2020 legate al programma di armamenti dell’Iran, era partita dal porto cinese di Zhuhai il 29 marzo ed era arrivata al porto malese di Klang il 3 aprile.
L’Iran promette vendetta. “Le forze armate della Repubblica Islamica d’Iran reagiranno presto e adotteranno le misure di ritorsione contro quest’atto di pirateria armata e contro i militari americani”, scrive su Telegram il portavoce dello Stato maggiore di Teheran accusando gli USA di aver “violato il cessate il fuoco”.