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Iran, nuova raffica di sanzioni dagli USA

di Redazione

A pochissimi giorni dall’atteso vertice bilaterale a Pechino tra il Presidente statunitense Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, l’amministrazione americana torna a colpire duramente le rotte dell’oro nero di Teheran. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato lunedì un nuovo pacchetto di sanzioni contro 12 tra individui ed entità accusati di aver agevolato il contrabbando di petrolio iraniano verso la Cina per conto del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC).

Si tratta della seconda massiccia offensiva finanziaria lanciata da Washington in meno di tre settimane. L’obiettivo della Casa Bianca è duplice: asfissiare le casse di Teheran e forzare la stessa Pechino – principale acquirente dell’energia iraniana – a collaborare per sbloccare lo Stretto di Hormuz e riaprire i negoziati sul programma nucleare, da tempo in una fase di totale stallo.

Il nuovo provvedimento colpisce al cuore una fitta rete logistica transnazionale composta da società di facciata strategicamente dislocate tra Hong Kong, Dubai, Sharjah e l’Oman. Secondo l’intelligence finanziaria americana, questo network coordinava la vendita e il trasporto via mare di carichi di greggio del valore di decine di milioni di dollari.

Tra le realtà colpite figurano le compagnie Hong Kong Blue Ocean Limited e Hong Kong Sanmu Limited, ritenute responsabili di aver orchestrato nel corso del 2025 i movimenti della “flotta ombra” iraniana. Nel mirino del Tesoro sono finite in particolare le superpetroliere Hai Long (già nota come Gagan), Cangjie e Hasna.

Prese di mira anche la Ocean Allianz Shipping LLC, con sede a Dubai, e la Atic Energy FZE, con sede a Sharjah, anch’esse ritenute colpevoli di aver operato per conto dell’IRGC per agevolare le spedizioni di petrolio iraniano su cinque navi cisterna della flotta ombra sanzionate nel 2025.   Anche la Zeus Logistics Group, con sede in Oman, ha collaborato con l’IRGC nel 2025 per organizzare il naviglio destinato al trasporto di carichi di petrolio iraniano.

Nell’elenco rientrano anche la Jiandi HK Limited, con sede a Hong Kong, che a metà del 2025 ha stretto un accordo con l’IRGC per l’acquisto di petrolio iraniano per un valore di decine di milioni di dollari, e la Max Honor International Trade Co., Limited, che nello stesso anno ha acquistato milioni di barili di petrolio iraniano dall’IRGC.

Questa mossa segue il duro colpo inferto lo scorso 24 aprile, quando l’Office of Foreign Assets Control (OFAC) aveva sanzionato ben 40 obiettivi geopolitici, tra cui la Hengli Petrochemical Refinery, colosso indipendente della raffinazione cinese.

“Mentre l’esercito iraniano tenta disperatamente di riorganizzarsi, l’operazione “Economic Fury” continuerà a privare il regime dei finanziamenti per i suoi programmi di armamento, per i suoi alleati terroristici e per le sue ambizioni nucleari”, ha dichiarato il Segretario al Tesoro Scott Bessent. “Il Tesoro continuerà a tagliare fuori il regime iraniano dalle reti finanziarie che utilizza per compiere atti terroristici e destabilizzare l’economia globale”.

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