Si preannuncia un autunno caldo per le catene di approvvigionamento globali. A partire dal 1° ottobre, le principali compagnie di navigazione mondiali daranno il via a una serie di importanti adeguamenti tariffari per il quarto trimestre.
E’ il ceo di Vespucci Maritime, Lars Jensen, a fotografare la situazione, indicando come la tendenza di mercato sia ormai tracciata. “La flessione dei carburanti tradizionali – ammette l’analista – non basterà a compensare la fiammata dei costi ambientali legati alle emissioni e i pesanti aumenti delle tariffe base”.
Prendendo come riferimento il colosso Maersk, Jensen fa osservare come l’alleggerimento del prezzo del combustibile marittimo – con il VLSFO che scende a 752 dollari alla tonnellata e il LSMGO a 1158 dollari – porterà a un lieve calo della tassa sul carburante fossile (FFF). Sulla rotta Estremo Oriente – Nord Europa la riduzione sarà di 25 dollari (attestandosi a 570 dollari per container da 40 piedi), mentre sul corridoio transatlantico verso gli Stati Uniti scenderà a 782 dollari.
A cancellare i benefici di questo ribasso ci pensa però la transizione ecologica in Europa. Il ceo di Vespucci Maritime fa osservare come il costo delle quote di emissione di CO2 (EUA) nell’UE sia balzato da 71 a 79 euro. Ne consegue che i surcharge ambientali (Emission Surcharge) subiranno un rincaro immediato: la tratta dal Mediterraneo al Nord America salirà ad esmepio a ben 207 euro per container.
La vera stangata per il commercio internazionale arriverà però da MSC. La compagnia italo-svizzera ha annunciato un massiccio aumento di 1000 dollari sulle tariffe base dal Nord Europa verso l’America settentrionale, portando il nolo base da Anversa a New York alla cifra record di 7900 dollari per un container da 40 piedi. A questa cifra, denunciano gli analisti, andrà sommata una pioggia di supplementi: dalla tassa di alta stagione (PSS) di altri 1000 dollari, fino ai costi ambientali ETS e alle spese di movimentazione nei terminal (THC).
A conferma di quanto il mercato stia viaggiando ad alta tensione, gli indici di riferimento come il WCI sulla Rotterdam-New York (attualmente a 3010 dollari) non riflettono ancora questo imminente picco tariffario, poiché escludono i costi logistici di terra.
Nel frattempo, i concorrenti non restano a guardare: anche Hapag-Lloyd ha già annunciato aumenti compresi tra i 500 e i 600 dollari sulle rotte che collegano l’Europa al continente americano.