Le tensioni geopolitiche internazionali stanno letteralmente stravolgendo il mercato delle navi cisterna, trasformandosi nel vero e proprio motore del settore. Trasportare greggio e prodotti raffinati oggi garantisce profitti stellari, spinti dai rischi e dalle minacce che gravano contemporaneamente su tre dei passaggi marittimi più strategici del pianeta: lo Stretto di Hormuz, il Mar Rosso e il Mar Nero.
Siamo di fronte a una situazione eccezionale: per il quarto trimestre consecutivo, i noli giornalieri delle superpetroliere (le VLCC) hanno superato la barriera psicologica delle sei cifre. Per capire quanto sia raro, basta pensare che dal 1990 a oggi la soglia dei 100.000 dollari al giorno era stata superata solo 23 volte in totale. Gli ultimi dati del Baltic Exchange parlano chiaro: la rotta Oman-Cina viaggia sui 136.727 dollari al giorno, quella dal Golfo del Messico alla Cina tocca i 123.408 dollari, mentre la rotta Africa Occidentale-Cina si attesta a 113.605 dollari.
Ma le anomalie più incredibili si registrano sulle navi di medie dimensioni. L’indice Suezmax per la rotta Mar Nero-Mediterraneo è letteralmente schizzato a 337.728 dollari al giorno, raddoppiando il suo valore in appena due settimane e sfiorando il record storico dello scorso marzo, quando era scoppiato il panico per la crisi di Hormuz. Anche le altre rotte Suezmax, come l’Africa Occidentale-Europa (91.079 dollari) e la Guyana-Nord Europa (98.118 dollari), viaggiano su cifre altissime.
Addirittura, nel bacino Atlantico e nel Mare del Nord, le navi Aframax (ancora più piccole) stanno registrando picchi tali da superare i noli delle navi più grandi.
Come spiega il broker marittimo Ennio Palmesino a Port News, questa non è la classica fiammata dovuta a dinamiche commerciali.
“In passato abbiamo già assistito a picchi eccezionali”, spiega, ricordando il record del 1973, quando la VLCC Alva Sea ottenne dalla Montedison una tariffa Worldscale 405 per una singola tratta dal Golfo Persico all’Italia. “In quel caso, però, l’impennata fu provocata da una temporanea strozzatura commerciale e si esaurì nel giro di un’estate. Oggi lo scenario è diverso: al rischio commerciale si somma un concreto rischio bellico, alimentato dai conflitti nel Mar Nero e nel Golfo Persico”.
Il broker fa inoltre notare che i rendimenti delle VLCC si mantengono stabilmente sopra i 100.000 dollari al giorno ormai da ottobre 2025. Un trend che, superata una breve tregua a gennaio, ha visto le tariffe sfiorare i 400.000 dollari a fine febbraio, in coincidenza con l’esplosione delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.
Per toccare con mano l’assurdità di questi numeri, Palmesino fa un esempio pratico basato su un contratto siglato di recente. Una superpetroliera ha incassato ben 29 milioni di dollari di nolo per un singolo viaggio dal Golfo degli Stati Uniti alla Cina passando per il Capo di Buona Speranza – tra l’altro, una rotta fuori dalle zone calde del conflitto.
“Se quell’armatore potesse fare cinque viaggi di fila a queste condizioni, incasserebbe 145 milioni di dollari” fa osservare l’analista. “In pratica, recupererebbe il valore di mercato di una nave di cinque anni in pochissimi mesi, ripagandosi l’investimento in cinque viaggi anziché nell’arco di un’intera vita lavorativa”.