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Intervento all'Assemblea di Federlogistica

Riforma portuale, Rixi apre alle modifiche

di Redazione

Il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, Edoardo Rixi, apre alla possibilità di eventuali modifiche al testo di riforma della portualità approvato un mese in Consiglio dei Ministri.

All’assemblea di Federlogistica Rixi ha sottolineato come la scelta di portare il testo in Parlamento sia essenziale. “A parte l’armonizzazione dei servizi, il fatto di avere degli obiettivi, una propensione anche sui mercati esteri e poter prendere pure concessioni in altri Paesi per portare là alcuni servizi e drenare il traffico sul nostro Paese, di tutto il resto si può parlare” ha dichiarato, sottolineando però la necessità per il nostro Paese di dotarsi degli strumenti adeguati per non perdere competitività in un mondo che cambia.

Come noto, la riforma dei porti ha scatenato un acceso dibattuto tra gli addetti ai lavori e gli esperti del settore. Il timore più grande è costituito dal rischio di un depauperamento delle funzioni delle Autorità di Sistema Portuali, costrette per legge a trasferire una quota parte importante delle proprie risorse alla costituenda Porti d’Italia spa, la nuova società deputata a gestire i grandi investimenti infrastrutturali strategici del sistema portuale.

Nei giorni scorsi, era stato il periodico Shipmag ad alimentare le plemiche, pubblicando uno studio di Assoporti, nel quale si paventava il rischio di un trasferimento alla Porti d’Italia di circa il 40% delle entrate complessive delle AdSP.

E’ anche per placare questi timori che Rixi è intervenuto ieri nell’Assemblea di Federlogistica. A margine della quale è stato il presidente onorario della Federazione, Luigi Merlo, a esprimere le perplessità del settore. Pur condividendo l’opportunità di creare un soggetto pubblico che supporti, sostituisca le autorità di sistema portuali nella realizzazione delle infrastrutture, l’ex presidente della Port Authority di Genova si è detto contrario all’ipotesi  che sia una società per azioni a governare la strategia portuale italiana.

Per Merlo serve un rafforzamento del Ministero delle Infrastrutture o la creazione di un’agenzia pubblica cui affidare il coordinamento delle leve strategiche della portualità.

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