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Riforma portuale, la versione di Guerrieri

Se la rivoluzione comincia dalle piccole cose

di Redazione Port News

Ridurre gli attuali sistemi portuali? “No grazie”. Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Luciano Guerrieri, entra nel merito del dibattito sulla riforma della legge 84/94. Lo fa nel corso di una trasmissione televisiva locale che lo ha visto confrontarsi con gli studenti dell’ indirizzo logistica dell’Istituto Vespucci-Colombo di Livorno, nell’ambito del programma di apertura dei porti alla cittadinanza, Porto Aperto.

“Sebbene ad oggi non ci sia nulla di definito al riguardo, nel dibattito sulla riforma che sta avendo luogo tra gli addetti ai lavori circolano ipotesi suggestive sulla ridefinizione del numero e della geografia delle Autorità di Sistema Portuale, tra cui quella di istituire due grandi Autorità di Sistema Portuale di proiezione europea, una dell’Alto Tirreno e una dell’Alto Adriatico” afferma Guerrieri.

“Ritengo che i porti appartenenti ad un così grande e rilevante mercato geografico non potrebbero ricevere da parte della nuova Amministrazione portuale la stessa attenzione che viene loro riconosciuta dalle attuali AdSP, che hanno chiaramente dimensioni più contenute” aggiunge.

Piccolo è meglio per Guerrieri: “In questi anni, da quando è entrata in vigore la legge di riforma Delrio, le Port Authority hanno dovuto ridefinire i propri confini operativi e imparare a pensarsi come sistemi nell’ambito dei quali rendere coesistenti e complementari realtà portuali molto diverse tra di loro. Il lavoro svolto dalle singole amministrazioni per realizzare questi sistemi è stato lungo e faticoso sotto tutti i punti di vista, a cominciare da quello regolamentare”:

Alterare ulteriormente il quadro, a oltre sette anni da quella riforma, rischierebbe di generare, secondo Guerrieri, ulteriore confusione nel panorama marittimo-portuale. Resterebbe sicuramente la necessità di vigilare sulla concorrenza tra porti, che “ad un livello così ampio rischierebbe di non essere più governabile da parte di una singola super Autorità di Sistema”.

Guerrieri ne è convinto: “Si verrebbero a definire nell’ambito di un bacino geografico così ampio processi di concentrazione per i quali andrebbero pesati costi e benefici per la collettività” ammette. “E’ bene dunque che gli attuali sistemi rimangano così come sono. Modificarne le dimensioni sarebbe un errore”.

Il n.1 dei porti di Livorno e Piombino ritiene auspicabile procedere a rivisitare non tanto il modello di governance delle AdSP quanto i loro ambiti operativi. Una delle strade da seguire, sottolinea, è quella di permettere alle Port Authority di detenere partecipazioni anche maggioritarie al di fuori dei confini portuali, dentro le società che si occupano di logistica e intermodalità.

Mentre in ambito portuale le AdSP devono continuare a svolgere le proprie funzioni di regolazione, secondo Guerrieri occorre infatti che esse vengano messe in grado di definire relazioni sinergiche con i nodi logistici di un territorio i cui confini si sono notevolmente ampliati a seguito della nascita dei sistemi portuali nazionali.

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